Cosa è

Il lattosio

Il lattosio, detto anche zucchero di latte, è il carboidrato più importante presente nel latte di quasi tutti i mammiferi (ad eccezione dei leoni marini e dei trichechi) e si trova naturalmente solo nel latte e nei suoi prodotti. Il lattosio svolge un ruolo fondamentale per la sopravvivenza di lattanti e mammiferi durante la loro prima fase di vita. In seguito, quando vengono preferite altre fonti di nutrimento, l’enzima responsabile della scissione del lattosio (la lattasi) regredisce, perché non si ha più bisogno di averne in quantità così importanti. Ad oggi, in commercio, il lattosio viene usato come conservante, si trova quindi in moltissimi prodotti come surgelati, biscotti, conserve, sughi pronti, insaccati e tanto altro ancora, spesso sotto la dicitura “zucchero” dalla lista degli ingredienti.

L’intolleranza al lattosio

Nel caso di intolleranza al lattosio, l’enzima digestivo lattasi non viene più prodotto a sufficienza o non viene più prodotto del tutto (esistono quindi vari gradi di intolleranza). Questa carenza enzimatica comporta che nell’intestino tenue il lattosio non può più essere scisso nei due componenti zuccherini di cui è costituito, il glucosio e il galattosio. Le molecole di zucchero possono essere assimilate dall’intestino per passare nel sangue ed essere poi utilizzate come fonti energetichesolo in questa forma divisa.

In caso di intolleranza, quindi, il lattosio raggiunge l’intestino crasso senza essere stato digerito e lì viene fermentato dai batteri. Questo processo porta alla formazione di gas e richiama acqua nell’intestino crasso, ciò che provoca i tipici sintomi dell’intolleranza al lattosio (si veda il capitolo “Sintomi“). L’intolleranza al lattosio può essere congenita o svilupparsi nel corso della vita. Non va confusa con l’allergia alle proteine del latte vaccino.

Cause e forme

Si distinguono quattro forme di intolleranza al lattosio, ognuna delle quali è caratterizzata da cause diverse:

  1. Carenza congenita di lattasi di origine genetica
    La carenza congenita di lattasi, causata da un difetto genetico, è molto rara e si manifesta già subito dopo la nascita, non appena il neonato viene allattato o nutrito con latte artificiale per la prima volta. I sintomi si manifestano sotto forma di diarree acquose. Questa forma di intolleranza al lattosio perdura per tutta la vita.

  2. Intolleranza al lattosio dovuta allo sviluppo
    L’intolleranza al lattosio dovuta allo sviluppo si riscontra nei prematuri nati tra la 28a e la 32a settimana di gestazione. Il nascituro produce la lattasi solo nelle ultime settimane di gestazione. Può quindi verificarsi che i nati prematuri non dispongano di sufficiente attività enzimatica e non riescano a digerire il lattosio contenuto nel latte materno. Con la maturazione la capacità di produrre lattasi può normalizzarsi.

  1. Intolleranza al lattosio primaria
    L’intolleranza al lattosio primaria è una carenza di lattasi acquisita nel corso della vita ed è la forma più frequente di intolleranza al lattosio. L’attività dell’enzima lattasi è al suo massimo nel lattante. Durante l’infanzia e la prima età adulta diminuisce lentamente. A dipendenza dell’individuo, la carenza di lattasi può essere più o meno pronunciata; spesso è presente un’attività residua più o meno importante. Questa intolleranza al lattosio primaria, in realtà, non è una malattia bensì l’espressione di un normale adeguamento al cambiamento delle abitudini alimentarinel corso dello sviluppo. Nei bambini europei questo tipo di intolleranza al lattosio si manifesta solitamente a partire dal quinto anno di età

  2. Intolleranza al lattosio secondaria o transitoria
    Questa forma di intolleranza al lattosio si sviluppa solitamente in relazione ad una malattia del sistema digestivo quali ad esempio morbo di Crohn, celiachia, infezioni intestinali acute oppure dopo importanti operazioni all’intestino. La malattia infiamma o danneggia la mucosa dell’intestino tenue, causando tra le altre cose anche la diminuzione della produzione di lattasi. In tal modo si può sviluppare un’intolleranza al lattosio transitoria o, in rari casi, che perdura poi per tutta la vita.

Sintomi

L’intensità dei sintomi è individuale e influenzata da diversi fattori:

il tempo di svuotamento dello stomaco e il tempo di transito intestinale dipendono dalla composizione del cibo. I liquidi transitano nel tratto gastrointestinale più velocemente degli alimenti solidi. Le proteine e i grassi prolungano la permanenza del cibo nello stomaco e nell’intestino. Più lunga è la permanenza del cibo nel tratto gastrointestinale, più lattosio potrà essere scisso e di conseguenza meglio tollerato sarà il cibo. I sintomi dell’intolleranza al lattosio si manifestano solitamente da trenta minuti a due ore dopo l’assunzione del pasto contenente lattosio, ma è possibile che si manifestino anche più tardi. Essi vengono suddivisi in sistemici e intestinali.

Sintomi intestinali:

meteorismo, addome meteoritico, flatulenza (gas)

mal di pancia, crampi addominali

diarrea o feci molli

nausea

vomito

Sintomì sistemici:

mal di testa

disturbi della concentrazione

stanchezza cronica

dolori muscolari

dolori articolari

disturbi del ritmo cardiaco

afte (vescicole febbrili in bocca osulle labbra)

Diagnosi

Qualora si sospetti un’intolleranza al lattosio, questa può essere facilmente smascherata dal cosiddetto test del respiro o breath test. Tramite questo esame si valuta la concentrazione di idrogeno nell’aria espirata dopo un carico di lattosio.

Dal momento che la fermentazione dello zucchero indigerito produce idrogeno che viene prontamente riassorbito dalle pareti intestinali ed eliminato con la respirazione, in caso di intolleranza al lattosio si osserva un picco di concentrazione di idrogeno nell’aria espirata.

Cura e terapia

In presenza di una intolleranza secondaria al lattosio il primo approccio è quello di consumare latte e latticini in piccole quantità, per poi aumentarle progressivamente in modo da stimolare la produzione di lattasi.

Per consentire l’utilizzo di latte anche a tutti coloro che soffrono di intolleranze nei suoi confronti, in commercio sono presenti latti delattosati in cui il lattosio si trova, per la maggior parte (70-75%), già scisso in glucosio e galattosio. In alternativa, ci si può “accontentare” del latte di soia o di quello ricavato dal riso.

 

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